Ancorandomi al tema delle percezioni, faccio riferimento al famoso effetto placebo. Tale fenomeno consiste, in soldoni, nell'ingannare un paziente fornendogli un medicinale fittizio e innoquo, per provocare una sorta di semi-guarigione psico-somatica nell'organismo del paziente. Altri effetti, poi, come il rapporto con il medico ed il tipo di malore, possono incrementare o diminuire l'effetto finale della terapia (fino addirittura ad indurre un effetto contrario di nocebo)
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| il rapporto col paziente è determinante |
Chi non ha mai visto Space Jam? il film in cui Michael Jordan viene catapultato nel mondo dei cartoni animati della Warner Bros, quello in cui viene combattuta (proprio combattuta) una partita di basket contro gli schiavisti alieni venuti da Marte.
Ebbene, vi ricorderete che alla fine del primo tempo Duffy Duck e i suoi stavano perdendo di qualche decina di punti. Il morale era estremamente basso negli spogliatoi, quand'ecco che Bugs Bunny fornisce alla squadra una bevanda "miracolosa", presa direttamente dal lavandino del bagno. Dice a tutta la squadra che grazie a quel composto particolare tutti quanti diventeranno invincibili. L'effetto placebo è così forte che risolleva il morale della squadra, portando Gatto Silvestro e gli altri alla vittoria sui marziani. In questo caso non si tratta di curare una malattia, bensì di creare addirittura un surplus.
Ebbene, vi ricorderete che alla fine del primo tempo Duffy Duck e i suoi stavano perdendo di qualche decina di punti. Il morale era estremamente basso negli spogliatoi, quand'ecco che Bugs Bunny fornisce alla squadra una bevanda "miracolosa", presa direttamente dal lavandino del bagno. Dice a tutta la squadra che grazie a quel composto particolare tutti quanti diventeranno invincibili. L'effetto placebo è così forte che risolleva il morale della squadra, portando Gatto Silvestro e gli altri alla vittoria sui marziani. In questo caso non si tratta di curare una malattia, bensì di creare addirittura un surplus.
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I famosi guerrieri Berserkir, subivano un placebo spirituale, poichè entravano in stati di trance isterica e compulsiva senza assumere nulla di tangibile. Si facevano di rabbia, si drogavano di gloria e di redenzione come fossero sostanze dopanti. Incontro al loro nemico senza armatura, non sentivano il dolore. Morfina autoprodotta.
L'effetto placebo funziona molto bene --> come diceva Freud, non siamo padroni a casa nostra.
Ma questo è appurato. Ho iniziato a scrivere con l'intenzione di parlare dell'implicazione morale del trattamento medico in questione. Nello specifico, mentiresti a un tuo amico per il suo bene? Certo, il tuo paziente non è tuo amico, ma sei tenuto in quanto medico sotto il giuramento di Ippocrate, votato al bene e alla guarigione del prossimo, a trattarlo come tale.
In quanto alla menzogna, si. La terapia placebo è una menzogna, una frottola. omettere la verità o sottintendere tutt'altro è moralmente come raccontare una bugia, a tutti gli effetti.
Oggi, molte branche della medicina si affidano all'effetto placebo per velocizzare la guarigione di un paziente, nonchè per diminuire i quantitativi di medicinali somministrati (c'è anche un vantaggio economico). Infatti, alcuni esperimenti hanno dimostrato come le quantità di cortisone necessarie alla scomparsa di determinati sintomi, si possano addirittura dimezzare tramite uno sfruttamento di tale effetto a 360°, impiegando anche colonne sonore rilassanti e personale medico amichevole.
Ma quanto è morale?
Per la mia personale visione del mondo e della società di persone, una bugia non è meno lecita persino della verità stessa, poichè una volta scardinati i concetti dogmatici e culturali di giusto e sbagliato, tutte le azioni umane sono moralmente allo stesso livello. Un medico giura di curare un paziente e tramite l'inganno in buona fede egli può farlo al meglio. Il paradosso sorge quando si realizza che, dopo aver eluso la morale per rendere lecita la menzogna, il mantenimento del giuramento di Ippocrate richiederebbe anch'esso un fondamento morale. Andiamo a smontare le fondamenta della filosofia medica? Ma no! il giuramento di Ippocrate non impone in nessun punto la sincerità verso un paziente. L'unico elemento del giuramento relativo all'asse menzogna-verità si riferisce al mantenimento del segreto professionale verso terzi. Considerato quindi, che l'imperativo primo per un medico è il conseguimento del suo mestiere nel rispetto di ciò che ha giurato, l'etica collettiva non lo tange minimamente, a meno che non lo faccia per questioni che non devono riguardare l'espletamento delle sue funzioni come dottore. Punto.
Un discorso interessante si potrebbe aprire invece sul fatto che nessuno vuole essere coscientemente tenuto all'oscuro di ciò che sta avvenendo nel proprio organismo. In un sistema perfetto quindi, bisognerebbe porre una domanda specifica a ogni individuo raggiungente la maggiore età:
"Nel caso in futuro ti ammalassi di un malore curabile parzialmente o totalmente ingannando la tua coscienza sullo stato reale del tuo corpo, vorresti comunque sapere la verità?"
Nel mio disprezzo delle verità assunte a priori, non metto in dubbio in nessun caso l'efficacia di questa terapia, che reputo potentissima, e non provo nessun rancore verso i "buoni mentitori". In fin dei conti, data la nostra intrinseca impossibilità nel misurare la natura fedelmente, il confine tra verità e menzogna si assottiglia parecchio fino a sparire, perlomento teoricamente.
Ma non finisce qui! C'è una svolta nel mondo della medicina! Infatti nell'aprile del 2010, negli Stati Uniti è stato svolto un esperimento importantissimo:
80 persone erano affette da un'infiammazione al colon, patologia per la quale l'effetto placebo ha in passato dimostrato le sue potenzialità curative. a 40 persone non è stato dato nulla. alle rimanenti 40, invece, è stata somministrata una medicina fasulla. Fin qui tutto sentito e risentito, direte voi. La curiosità è che i pazienti lo sapevano perfettamente.
Sulle boccette dei farmaci, l'etichetta recava la scritta "PLACEBO", e ai pazienti veniva chiaramente riferito che le boccette contenevano una soluzione di acqua e sostanze solubili inefficaci al fine di curare i loro colon.
Ebbene, alla fine dell'esperimento, queste persone erano mediamente più sollevate e meno infiammate delle altre 40 non trattate. Questo perchè:
- l'effetto placebo agisce per numerose vie (non parlo del dio cristiano), tra cui anche le interazioni sociali
- l'effetto placebo non viene scatenato interamente dalla parte cosciente del cervello, e nemmeno dall'inconscio. La semplice assunzione di un liquido da un contenitore simile a quello di un farmaco, ha scatenato la versione ridotta di un condizionamento psico-somatico, provocando un miglioramento delle condizioni fisiche in persone che "sapevano di essere fregate"
E' stupefacente quanto non controlliamo proprio un cazzo, nemmeno di noi stessi.
La questione morale e tutto il polverone sollevato nei tempi scorsi, quindi, si esauriscono qui. Abbiamo sconfitto i moralisti senza dover dimostrare nulla, semplicemente aggirando il problema.
L'effetto placebo funziona molto bene --> come diceva Freud, non siamo padroni a casa nostra.
Ma questo è appurato. Ho iniziato a scrivere con l'intenzione di parlare dell'implicazione morale del trattamento medico in questione. Nello specifico, mentiresti a un tuo amico per il suo bene? Certo, il tuo paziente non è tuo amico, ma sei tenuto in quanto medico sotto il giuramento di Ippocrate, votato al bene e alla guarigione del prossimo, a trattarlo come tale.
In quanto alla menzogna, si. La terapia placebo è una menzogna, una frottola. omettere la verità o sottintendere tutt'altro è moralmente come raccontare una bugia, a tutti gli effetti.
Oggi, molte branche della medicina si affidano all'effetto placebo per velocizzare la guarigione di un paziente, nonchè per diminuire i quantitativi di medicinali somministrati (c'è anche un vantaggio economico). Infatti, alcuni esperimenti hanno dimostrato come le quantità di cortisone necessarie alla scomparsa di determinati sintomi, si possano addirittura dimezzare tramite uno sfruttamento di tale effetto a 360°, impiegando anche colonne sonore rilassanti e personale medico amichevole.
Ma quanto è morale?
Per la mia personale visione del mondo e della società di persone, una bugia non è meno lecita persino della verità stessa, poichè una volta scardinati i concetti dogmatici e culturali di giusto e sbagliato, tutte le azioni umane sono moralmente allo stesso livello. Un medico giura di curare un paziente e tramite l'inganno in buona fede egli può farlo al meglio. Il paradosso sorge quando si realizza che, dopo aver eluso la morale per rendere lecita la menzogna, il mantenimento del giuramento di Ippocrate richiederebbe anch'esso un fondamento morale. Andiamo a smontare le fondamenta della filosofia medica? Ma no! il giuramento di Ippocrate non impone in nessun punto la sincerità verso un paziente. L'unico elemento del giuramento relativo all'asse menzogna-verità si riferisce al mantenimento del segreto professionale verso terzi. Considerato quindi, che l'imperativo primo per un medico è il conseguimento del suo mestiere nel rispetto di ciò che ha giurato, l'etica collettiva non lo tange minimamente, a meno che non lo faccia per questioni che non devono riguardare l'espletamento delle sue funzioni come dottore. Punto.
Un discorso interessante si potrebbe aprire invece sul fatto che nessuno vuole essere coscientemente tenuto all'oscuro di ciò che sta avvenendo nel proprio organismo. In un sistema perfetto quindi, bisognerebbe porre una domanda specifica a ogni individuo raggiungente la maggiore età:
"Nel caso in futuro ti ammalassi di un malore curabile parzialmente o totalmente ingannando la tua coscienza sullo stato reale del tuo corpo, vorresti comunque sapere la verità?"
Nel mio disprezzo delle verità assunte a priori, non metto in dubbio in nessun caso l'efficacia di questa terapia, che reputo potentissima, e non provo nessun rancore verso i "buoni mentitori". In fin dei conti, data la nostra intrinseca impossibilità nel misurare la natura fedelmente, il confine tra verità e menzogna si assottiglia parecchio fino a sparire, perlomento teoricamente.
Ma non finisce qui! C'è una svolta nel mondo della medicina! Infatti nell'aprile del 2010, negli Stati Uniti è stato svolto un esperimento importantissimo:
80 persone erano affette da un'infiammazione al colon, patologia per la quale l'effetto placebo ha in passato dimostrato le sue potenzialità curative. a 40 persone non è stato dato nulla. alle rimanenti 40, invece, è stata somministrata una medicina fasulla. Fin qui tutto sentito e risentito, direte voi. La curiosità è che i pazienti lo sapevano perfettamente.
Sulle boccette dei farmaci, l'etichetta recava la scritta "PLACEBO", e ai pazienti veniva chiaramente riferito che le boccette contenevano una soluzione di acqua e sostanze solubili inefficaci al fine di curare i loro colon.
Ebbene, alla fine dell'esperimento, queste persone erano mediamente più sollevate e meno infiammate delle altre 40 non trattate. Questo perchè:
- l'effetto placebo agisce per numerose vie (non parlo del dio cristiano), tra cui anche le interazioni sociali
- l'effetto placebo non viene scatenato interamente dalla parte cosciente del cervello, e nemmeno dall'inconscio. La semplice assunzione di un liquido da un contenitore simile a quello di un farmaco, ha scatenato la versione ridotta di un condizionamento psico-somatico, provocando un miglioramento delle condizioni fisiche in persone che "sapevano di essere fregate"
E' stupefacente quanto non controlliamo proprio un cazzo, nemmeno di noi stessi.
La questione morale e tutto il polverone sollevato nei tempi scorsi, quindi, si esauriscono qui. Abbiamo sconfitto i moralisti senza dover dimostrare nulla, semplicemente aggirando il problema.



Introduci alcuni punti che secondo me andrebbero sviluppati meglio.
RispondiEliminadove dici:
"Nel caso in futuro ti ammalassi di un malore curabile parzialmente o totalmente ingannando la tua coscienza sullo stato reale del tuo corpo, vorresti comunque sapere la verità?"
qui ti ricolleghi alla questione delle direttive anticipate (in gergo definito "Living Will"), oggetto di varie controversie tutt'ora e che meriterebbero una lunghe discussione tutta per se...
inoltre poco prima affermi : "Un discorso interessante si potrebbe aprire invece sul fatto che nessuno vuole essere coscientemente tenuto all'oscuro di ciò che sta avvenendo nel proprio organismo"
questo è senza dubbio falso, è facolta del paziente decidere se venire informato o meno. E moltissimi, più di quanti immagini, decidono di restare all'oscuro. L'unico caso in cui si viene obbligati a sapere la verità è nel caso siano in pericolo terzi o la società.
inoltre, il giuramento di ippocrate è ormai roba da dottor house. i medici fanno riferimento principalmente al codice deontologico specifico della nazione di appartenenza . E ognuno presenta grandi differenze...Poi scusa la schiettezza ma mi sembra alquanto infantile attaccare chi si oppone a tale trattamento definendolo "moralista" . Soprattutto quando uno dei quattro principi dell'etica medica è il principio d'integrità morale, che appunto tutela i diversi orientamenti morali.
In parole povere, sì se distruggi la morale il ragionamento fila.
Ma non puoi distruggere la morale, perchè nel momento in cui dai vita ad una opinione, una presa di posizione, dai vita ad una morale... il discorso diventa più ampio e si torna sempre allo stesso punto...
ah...cagata ...ho letto troppo velocemente e non ho capito dove volevi andare a parare...tu dici che puoi trovare la risposta aggirando la questione morale...Ok. sarebbe fattibile se tutti i medici la pensasserò come te...Però anche loro possono avere una morale...
RispondiEliminae questo non vuol dire che siano moralisti...
però il tuo ragionamento ti si può ritorcere contro...come fai a dare la tua opinione quando affermi che il concetto di giusto e sbagliato per te non sono validi? ...la tua risposta non sarebbe ne più giusta ne più sbagliata di quella di un altro... è un po' la stessa falla del nichilismo..
RispondiEliminaUn medico deve cercare di migliorare la qualità della vita del proprio paziente. Se questo implica "mentire" al paziente per farlo star meglio non vedo dove sia il problema. Alla fine si può considerare comunque una mezza verità, somministrare una sostanza che in qualche modo (e la questione psicologica indotta dall'effetto placebo è comunque un modo) provochi il miglioramento del paziente è così differente dal somministrare una cura con dei medicinali? L'effetto finale sara comunque lo stesso, il medico somministra una cura comunque. Sarò superficiale, ma in tutto questo non ci vedo nessuna menzogna né nessuna questione morale.
RispondiElimina@palu: ho sbagliato parola. sostituisci morale con etica e siamo a posto. l'etica è la morale diffusa senza ragione. la morale.. beh, ognuno si fa la propria, anche un medico. Un nichilista assume la sua morale annullando l'etica.
RispondiEliminaper il fatto di voler sapere o no, dicevamo proprio la stessa cosa: è un diritto del paziente, sebbene per la maggior parte dei casi quest'ultimo ci tiene a sapere la dolorosa verità.
per il giusto e lo sbagliato.. pur ammettendo una mia morale personale, intesa come codice di comportamento volto al raggiungimento dei miei obiettivi, il giusto e lo sbagliato non esistono comunque, e lasciano posto al logico e all'illogico
@ub: il solo fatto che la gente si divida in "voglio sapere" e "non voglio sapere" ne fa una questione morale.. certo, la clonazione per me non è una questione morale perchè non ci vedo nulla di strano, ma per molta gente è "contronatura", quindi involontariamente spunta.. la questione morale :)
mmm...vediamo di mettere un po' di ordine...mi sembra che la filosofia contemporanea sia d'accordo con me nel momento in cui affermo che l'etica è la giustificazione razionale delle valutazioni morali. quindi a priori non si può dire che l'etica prescinda dalla ragione. sarebbe un grande controsenso.
RispondiEliminail fatto che poi l'etica si dia delle norme che ritiene universali e che devono sempre e comunque essere promosse non la esula dalla sua caratteristica di essere razionale. Appunto perchè le giustifica tramite ragione.
Un'ulteriore punto che va specificato è che non si può dire che una determinata azione del medico prescinda dalla morale. Nel momento in cui il medico agisce lo fa secondo ciò che ritiene giusto, in base ad un principio che si pone, consapevolmente o no. La morale si occupa dei principi che guidano la condotta di un individuo o di un gruppo .
Quindi è assurdo dire che l'azione di un medico prescinda dalla morale.
Ogni qual volta una questione vada a coinvolgere individui che credono in delle norme che regolano il proprio operato allora la questione si fa "morale".
su questo non si discute proprio.
Già nel momento in cui avete affermato " il medico deve fare il bene del paziente" avete introdotto un principio che regola la morale della figura del medico.
quindi....
bisognerebbe fare attenzione ai termini usati.... come dice il mio prof di Bioetica... -_-''
perfetto.. ma capisci anche che stiamo disquisendo sul significato di una parola. io ho sbagliato a usare i termini, ma non ho nemmeno fatto filosofia a scuola :| ciò che leggi è opera mia. per cui ti ringrazio perchè il significato delle due cose, a quanto leggo, mi era estraneo. Ma il concetto non cambia, forse sarebbe più produttivo parlarne a voce, che dici? tu conosci il significato accademico di determinate parole che evidentemente nel mio vocabolario vogliono dire altri concetti, perlomeno fino a 5 minuti fa :)
RispondiEliminafino a due mesi fa anch'io ne ignoravo il vero significato...ma purtroppo adesso sono costretto a dare questo cazzutissimo esame di bioetica...
RispondiEliminache però a quanto pare serve a qualcosa...credo....spero......