lunedì 3 gennaio 2011

Interazioni fondamentali - 2


Altresì importante è prendere coscienza del fatto che nulla è certo. Ogni evento infatti, analizzato dalla mente umana, è soggettivo e verificato soltanto per quanto riguarda lo spettro dei sensi umani, con i quali l'uomo si relaziona al mondo. Infatti, sebbene noi possiamo utilizzare telescopi, cannocchiali, occhiali a raggi X, amplificatori e quant'altro, l'informazione ultima passa dal nostro cervello, il quale mette in atto tutta una serie di processi incontrollabili e impercettibili che trasformano l'informazione stessa per noi. Di fatto siamo spettatori poco obiettivi del mondo.
Se percuotiamo un oggetto, questo inizia a vibrare. Se l'oggetto percosso è un righello di plastica, vibrerà per un periodo di tempo più o meno lungo. Se l'oggetto è invece un sasso, vibrerà per un periodo più breve. Se poi l'oggetto è un cubo di gelatina, potrebbe persino vibrare per un minuto. Tutto dipende dalla composizione chimica e dalla forma dell'oggetto. Tuttavia, qualunque corpo sottoposto a un colpo, vibra. Questa vibrazione viene trasmessa anche alle particelle che compongono l'aria intorno all'oggetto, le quali causano la propagazione della vibrazione, disperdendone poca alla volta. Se la vibrazione giunge ai nostri timpani con sufficiente intensità, gli stessi inviano un'informazione al nostro cervello: ho sentito un suono. Qualsiasi vibrazione infatti, è percepita dal nostro cervello come un suono.
Ma se pensiamo un attimo astrattamente, il suono non esiste. Lo fa esistere il nostro cervello. Esistono se vogliamo le vibrazioni, una componente del moto, ma il suono in sé è totalmente un artificio dell'essere umano. Fatto nostro questo concetto possiamo rapidamente capire quanto la nostra testa e la nostra abitudine abbiano di fatto alterato la realtà oggettiva. Pensiamoci bene: siamo davvero così sicuri che non esistano gli unicorni? Siamo davvero così certi del fatto che non esistano rinoceronti con cappellini rosa? No, non lo siamo. Se ci dichiariamo sicuri di qualcosa, inevitabilmente stiamo sottovalutando l'universo. Sempre. Ma se siamo costantemente ingannati dal nostro cervello, allora

cos'è reale?

Bella domanda!! Non avendo la certezza di nulla, e ammettendo la possibilità dell'esistenza di tutto, l'unico barlume di speranza che ci rimane è la probabilità. Proprio così, quando noi ci dichiariamo sicuri di qualcosa, di fatto stiamo applicando la statistica alla nostra esperienza e la stiamo proiettando nel futuro o in altre zone dello spazio. Un esempio: Se entrassi in una casa accogliente, invitato dal mio migliore amico, e quest'ultimo mi offrisse un posto a sedere, dubiterei forse del fatto che quella sedia sia rotta e non mi sorregga? Assolutamente no! E se non fosse la casa del mio amico? E se avessi avuto un trauma con una sedia da piccolo? E se conoscessi un particolare difetto di fabbrica di quel modello di sedia? Beh, dubiterei di più della sua stabilità, e magari tenterei pure di verificarla prima di sedermici sopra. Ecco che ho deciso a priori, senza essere mai stato in quella casa, se la sedia è probabilmente stabile o rotta, e ho fatto pure una stima dettagliata! Ma sebbene io non abbia mai avuto problemi con le sedie e mi fidi ciecamente del mio amico, quella sedia potrebbe rompersi sotto il mio culo e farmi cadere. E allora? Esistono gli unicorni? Prima di rispondere, spiegherò un altro concetto. Gli scienziati durante la storia, analizzando la realtà fisica, hanno scoperto che l'universo è fondamentalmente semplice. Per quanto le sue leggi possano essere per noi difficili da comprendere, esse sono poche. Infatti, ogni tanto sulla linea del tempo, uno scienziato è sbucato dal nulla con qualche legge che unificasse più concetti insieme, il tutto per dimostrare di quanto l'unverso sia elementare sebbene difficile da capire. Esempi? La relatività di Galileo, i lavori di Newton, di Maxwell, di Einstein. Ecco che quando siamo di fronte a un problema e non conosciamo la realtà, siamo portati naturalmente a scegliere di seguire l'opzione più semplice, a prendere posizione dalla parte di chi ci spiega un fenomeno articolando la spiegazione con meno variabili possibili. Questo principio, su cui si basa il metodo scientifico, è il Rasoio di Occam, dal nome di un tipo che visse in qualche epoca storica... Ma sinceramente della sua vita non mi importa poi tanto. Ecco che pur non vedendo da vicino le altre stelle, non ci immaginiamo che esse siano a forma di prisma, poiché sulla base del nostro sistema solare, siamo portati a pensare che qualunque corpo celeste assuma forme più o meno sferiche. Ma come, le abbiamo viste tutte? No! Infatti non siamo sicuri di tale affermazione. Ci stiamo soltanto affidando all'opzione più probabile, usando il rasoio di Occam. Infatti la forma sferica di un corpo celeste è data dalla sua rotazione su se stesso. Se il corpo avesse la forma di un prisma... beh, spiegarne il motivo sarebbe molto più complicato e probabilmente richiederebbe l'intervento di nuove leggi fisiche che non conosciamo. E quindi perchè immaginarlo, se la loro esistenza tonda è comunque spiegata dalle nostre conoscienze? Ecco, per rispondere alla domanda: io non sono sicuro del fatto che gli unicorni non esistano, ma siccome non vedo motivo per cui un cavallo dovrebbe trarre beneficio da un corno sul muso, mi affido alla probabilità maggiore, non esiste. Non ha senso pensare che esistano.
A questo punto facciamo un passo verso un ragionamento un po' più complicato che richiede un piccolo impegno maggiore:

Esiste Dio?

Beh, potrebbe esistere certo. Ma dove sta la ragione? Come abbiamo visto, da nessuna parte a prescindere. Analizziamo i due casi, l'esistenza e la non esistenza:
  • L'universo è eterno o ha inizio in circostanze che noi non conosciamo
  • L'universo è finito, ha inizio con Dio. Cos'è Dio? E' eterno o ha inizio in circostanze che non conosciamo.
In base a questi enunciati, non ci penso due volte: essere convinti che Dio esista è semplicemente frutto di una mente stupida o di una mente intelligente che ha fatto male i suoi calcoli. Giungo a questa conclusione in quanto pensare che esista il creatore sarebbe come aggiungere una variabile inutile al concetto dell'esistenza dell'universo. Questo discorso verrà ripreso da me più avanti in quanto non è completo. Infatti, se una persona vedesse Dio, in modo tale che l'ipotesi dell'allucinazione sarebbe irragionevole, ebbene Dio esisterebbe, e bisognerebbe di fatto cambiare le proprie idee sulla base di questo. Quello che arrivo a dire ora, dopo queste digressioni scientifiche, è che è mia abitudine applicare il metodo scientifico e il rasoio di Occam alla realtà. Io sto sempre dalla parte dell'ipotesi che mi sembra più ragionevole, eccezion fatta per le condizioni in cui sono ancora inibito dai preconcetti, condizioni sempre più rare e che andranno via via scomparendo. Automaticamente questi sani principi rendono irragionevoli fenomeni come la superstizione, la religione, la magia, il razzismo, l'amore eterno, l'esistenza dei sentimenti, degli spiriti nonché invasioni aliene imminenti sul nostro pianeta. Proprio questo sarà il primo argomento del prossimo file.

Nessun commento:

Posta un commento