lunedì 3 gennaio 2011

Interazioni fondamentali - 3

Dunque proseguiamo. Nel 1961, il signor Drake presentò al mondo l'equazione che porta il suo nome. Questa equazione si propone di descrivere, sommariamente e probabilisticamente, la quantità di civiltà extraterrestri in grado di comunicare nella nostra galassia. Essa prende in considerazione un sacco di fattori, tra i quali il tasso di creazione stellare, la frequenza con cui una stella muore nella nostra galassia, la quantità di sistemi stellari, la quantità di pianeti per stella, la quantità di pianeti atti a sviluppare la vita, quelli che effettivamente sviluppano la vita, la quantità di forme di vita che crescono e si civilizzano, la quantità di civiltà che riescono a comunicare tramite onde elettromagnetiche con l'universo circostante. Sembrerebbe rarissimo che si formi la vita nella nostra galassia, e in effetti lo è, ma le stelle sono così tante che lo stesso Drake fissò il numero di civiltà galattiche in grado di comunicare a 10. Una siamo noi. Successivamente, tramite l'evoluzione della scienza e delle conoscienze umane, esperti hanno riciclato l'equazione con valori diversi per arrivare a risultati diversi, stavolta di 600 unità.

Siamo davvero così tanti?

La mia risposta è PROBABILMENTE SI. Una volta assunto il concetto che le stelle intorno a noi sono miliardi.. non è per niente difficile crederci.
Cito, dopo si capirà il perchè, il limite fisico della velocità delle onde elettromagnetiche: circa 300 000 km/s. Nulla può superare questa velocità, è diventato un postulato scientifico a seguito di prove e controprove, e non starò qui a spiegare il perchè. Documentatevi da voi se vi interessa.
Ora, le dimensioni della nostra galassia sono talmente inimmaginabilmente elevate, che se anche fossimo in 1000 distribuiti omogeneamente in tutto lo spazio occupabile, la civiltà extraterrestre più vicina a noi sarebbe comunque troppo lontana perchè una sua informazione arrivi a noi se non impiegando anni e anni; questo dovuto al limite di velocità descritto poco fa. Figuriamoci con una navicella spaziale, che si presume viaggi a velocita INFRAluminali. Premesso tutto ciò, se una civiltà volesse contattarci da anni luce di distanza, dovrebbe piegare lo spazio tra il suo pianeta e la terra, cosa solo teorizzata dai nostri poveri scienziati.
Ma allora, gli alieni sono finiti davvero sulla terra? Beh, sarebbe possibile se:
  • avessero una tecnologia davvero avanzata e potente
  • abitassero in qualche pianeta in orbita attorno al sole
Ma qui la questione è diversa. Qui parliamo di migliaia e migliaia di presunti avvistamenti di creature extraterrestri che arrivano, sorvolano in gran stile i nostri cieli sbandierando la loro presenza, atterrano, spiano, si fanno vedere e scappano. Ma non rifilatemi nemmeno per sogno una storia del genere, non posso accreditarla! Se una civiltà così avanzata volesse spiarci, di certo non si farebbe scoprire così di frequente! Nani grigi, spilungoni verdi, alieni travestiti da persone, saltatori provetti; ce n'è di tutti i tipi immaginabili, per non parlare delle astronavi: di ogni forma, dimensione, rumore, colore, velocità. Se poi una civilà così potente e tecnologicamente avanzata dovesse scoprire una civiltà (noi) extraterrestre, sono portato a pensare che si approccerebbe in modo pacifico a noi, cazzo se proprio volgiono un pianeta nuovo, di posto ce n'è!!! Chiudo il discorso degli incontri di qualsivoglia tipo dicendo:

Per il già citato rasoio di Occam, avvalendomi del metodo scientifico e della mia testa, sono portato a pensare che sia altamente improbabile che anche solo uno dei racconti sconvolgenti inerenti alieni sia veritiero o verosimile. Fine del discorso (?)

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