mercoledì 5 gennaio 2011

Interazioni fondamentali - 5

Eccomi di nuovo, mi svuoto le scarpe per quanto riguarda la società di persone, partendo come al solito dalle noiose premesse.
Cosa frulla nella mente di un gatto? Beh tante cose. Posso a parer mio mettere i suoi pensieri in ordine di importanza:
* Dissetarsi e sfamarsi
* Riprodursi, a meno che non sia castrato
* Riposarsi
* Tutta una sfera di interessi secondari, tra i quali l'interazione sociale
Nel momento in cui nessuno di questi bisogni è soddisfatto, l'animale prediligerà i primi agli ultimi. Mentre qualora si trovi ad essere sazio, castrato e arzillo, incomincia a pensare a una serie di cose che miglioreranno la qualità della sua vita, sebbene non siano necessarie alla sua sopravvivenza.
Grazie al mio ragionamento sull'evoluzione, deduco che il nostro cervello non dev'essere troppo diverso, sebbene molto più evoluto. Quindi alle strette anche noi sceglieremmo di mettere al primo posto il cibo, mentre ora come ora la maggior parte di noi non lo vede come un problema, di fatto ci sfamiamo e anche bene.
Immaginando di rimanere senza cibo, noi e i gatti non saremmo troppo diversi a lungo andare. Di fatto abbiamo un nucleo comune che è l'istinto. Questo istinto domina il nostro cervello più di quanto possiamo immaginare. E' lui che ci dona la voglia di avere rapporti sessuali, è lui che ci dona la paura della morte, è lui che ci dona la fame e la sete, che ci rende svegli nel percepire i pericoli, è lui che ci permette di reagire velocemente a pericoli imminenti. Ci dice fondamentalmente che la cosa più importante per la nostra vita è il nutrimento, la sopravvivenza e la conservazione della specie.
Avendo costruito una società complessa, con attrezzi da lavoro più performanti e tecniche agricole e di allevamento più efficienti, i primi uomini si trovarono a dare meno importanza all'acquisizione del cibo, riducendo di fatto uno dei loro problemi più grossi, che aveva sempre impiegato gran parte del loro tempo. Ecco che le priorità delle persone iniziarono a essere l'intrattenimento, la scrittura, il disegno. Questi intrattenimenti si svilupparono poi parallelamente al tipo di attività svolte in società. Ad esempio, i giocattoli di un bambino si evolsero pari passo con l'artigianato e l'industria, gli strumenti musicali pure, eccetera. Si svilupparono con il tempo miti, leggende e tradizioni, che a loro volta generarono usi e costumi, facendo nascere l'etica e la morale collettiva.
E l'istinto?
L'istinto permane tuttora nel nostro inconscio, ma agisce in modi che non capiamo direttamente. Esempio: E' l'istinto che ci dice di uniformarci a un gruppo di persone tramite gesti e rituali comuni, al fine di non rimanere soli. E' l'istinto che ci dice di metterci in mostra di fronte a una ragazza per essere da lei scelti e portare così a termine la riproduzione. E' l'istinto che ci fa soffrire di vertigini, e così via. L'istinto è quanto di più autorevole possa impartire informazioni al nostro corpo, sebbene non entri in azione troppo spesso. Quando ci troviamo in una condizione di paura, l'istinto prende i comandi del nostro cervello, a volte più a volte meno, per guidarci verso quella che il nostro inconscio crede essere la soluzione al problema. Quindi di fatto la paura è quella sensazione involontaria che permette all'istinto di prendere il sopravvento, con conseguente diminuzione dell'influenza della ragione sulle nostre azioni.
La società odierna è piena zeppa di paura.
E la paura cos'è, se non la condizione di diffidenza da qualcosa che non conosciamo bene? Esatto, la paura non è nient'altro che ignoranza, lo credo con tutto me stesso poichè per ogni esempio di paura che mi sono posto, ho trovato al suo interno la componente dell'ignoto.
Ogniqualvolta diamo per scontata la nostra cultura, diffidiamo di uno straniero, amiamo la nostra nazione, rispettiamo una tradizione a prescindere, adoriamo la violenza, urliamo contro qualcuno, facciamo valere il nostro orgoglio, noi siamo vittime della paura allo stato puro. Più ci penso e più mi convinco che sia così.
Quello che sto facendo nella mia vita è abbattere i mattoni del muro immenso della paura, i quali rappresentano i preconcetti e le verità assunte a priori (mogli e buoi dei paesi tuoi). Perchè? Perchè i preconcetti e i dogmi influiscono ogni giorno sulla nostra ragione. Nella maggior parte delle scelte che compiamo agiamo involontariamente senza pensare realmente: "ma sono convinto di quello che sto facendo? O lo faccio solamente perchè la società mi dice che è giusto?" Ecco, io voglio pensare, pensare, pensare, in modo tale che eliminerò così tante verità assolute, che avrò una mentalità sufficientemente libera da costrizioni per scegliere con coscienza in ogni occasione. Più mi guardo intorno e più vedo paura. Vedo ancora molta paura anche dentro di me, ci sono ancora tanti paletti da abbattere.

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