Visualizzazione post con etichetta percezione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta percezione. Mostra tutti i post

venerdì 7 gennaio 2011

però - 2

Ancorandomi al tema delle percezioni, faccio riferimento al famoso effetto placebo. Tale fenomeno consiste, in soldoni, nell'ingannare un paziente fornendogli un medicinale fittizio e innoquo, per provocare una sorta di semi-guarigione psico-somatica nell'organismo del paziente. Altri effetti, poi, come il rapporto con il medico ed il tipo di malore, possono incrementare o diminuire l'effetto finale della terapia (fino addirittura ad indurre un effetto contrario di nocebo)

il rapporto col paziente è determinante
Chi non ha mai visto Space Jam? il film in cui Michael Jordan viene catapultato nel mondo dei cartoni animati della Warner Bros, quello in cui viene combattuta (proprio combattuta) una partita di basket contro gli schiavisti alieni venuti da Marte.
Ebbene, vi ricorderete che alla fine del primo tempo Duffy Duck e i suoi stavano perdendo di qualche decina di punti. Il morale era estremamente basso negli spogliatoi, quand'ecco che Bugs Bunny fornisce alla squadra una bevanda "miracolosa", presa direttamente dal lavandino del bagno. Dice a tutta la squadra che grazie a quel composto particolare tutti quanti diventeranno invincibili. L'effetto placebo è così forte che risolleva il morale della squadra, portando Gatto Silvestro e gli altri alla vittoria sui marziani. In questo caso non si tratta di curare una malattia, bensì di creare addirittura un surplus.


I famosi guerrieri Berserkir, subivano un placebo spirituale, poichè entravano in stati di trance isterica e compulsiva senza assumere nulla di tangibile. Si facevano di rabbia, si drogavano di gloria e di redenzione come fossero sostanze dopanti. Incontro al loro nemico senza armatura, non sentivano il dolore. Morfina autoprodotta.

L'effetto placebo funziona molto bene --> come diceva Freud, non siamo padroni a casa nostra.

Ma questo è appurato. Ho iniziato a scrivere con l'intenzione di parlare dell'implicazione morale del trattamento medico in questione. Nello specifico, mentiresti a un tuo amico per il suo bene? Certo, il tuo paziente non è tuo amico, ma sei tenuto in quanto medico sotto il giuramento di Ippocrate, votato al bene e alla guarigione del prossimo, a trattarlo come tale.
In quanto alla menzogna, si. La terapia placebo è una menzogna, una frottola. omettere la verità o sottintendere tutt'altro è moralmente come raccontare una bugia, a tutti gli effetti.

Oggi, molte branche della medicina si affidano all'effetto placebo per velocizzare la guarigione di un paziente, nonchè per diminuire i quantitativi di medicinali somministrati (c'è anche un vantaggio economico). Infatti, alcuni esperimenti hanno dimostrato come le quantità di cortisone necessarie alla scomparsa di determinati sintomi, si possano addirittura dimezzare tramite uno sfruttamento di tale effetto a 360°, impiegando anche colonne sonore rilassanti e personale medico amichevole.

Ma quanto è morale?

Per la mia personale visione del mondo e della società di persone, una bugia non è meno lecita persino della verità stessa, poichè una volta scardinati i concetti dogmatici e culturali di giusto e sbagliato, tutte le azioni umane sono moralmente allo stesso livello. Un medico giura di curare un paziente e tramite l'inganno in buona fede egli può farlo al meglio. Il paradosso sorge quando si realizza che, dopo aver eluso la morale per rendere lecita la menzogna, il mantenimento del giuramento di Ippocrate richiederebbe anch'esso un fondamento morale. Andiamo a smontare le fondamenta della filosofia medica? Ma no! il giuramento di Ippocrate non impone in nessun punto la sincerità verso un paziente. L'unico elemento del giuramento relativo all'asse menzogna-verità si riferisce al mantenimento del segreto professionale verso terzi. Considerato quindi, che l'imperativo primo per un medico è il conseguimento del suo mestiere nel rispetto di ciò che ha giurato, l'etica collettiva non lo tange minimamente, a meno che non lo faccia per questioni che non devono riguardare l'espletamento delle sue funzioni come dottore. Punto.

Un discorso interessante si potrebbe aprire invece sul fatto che nessuno vuole essere coscientemente tenuto all'oscuro di ciò che sta avvenendo nel proprio organismo. In un sistema perfetto quindi, bisognerebbe porre una domanda specifica a ogni individuo raggiungente la maggiore età:

"Nel caso in futuro ti ammalassi di un malore curabile parzialmente o totalmente ingannando la tua coscienza sullo stato reale del tuo corpo, vorresti comunque sapere la verità?"

Nel mio disprezzo delle verità assunte a priori, non metto in dubbio in nessun caso l'efficacia di questa terapia, che reputo potentissima, e non provo nessun rancore verso i "buoni mentitori". In fin dei conti, data la nostra intrinseca impossibilità nel misurare la natura fedelmente, il confine tra verità e menzogna si assottiglia parecchio fino a sparire, perlomento teoricamente.

Ma non finisce qui! C'è una svolta nel mondo della medicina! Infatti nell'aprile del 2010, negli Stati Uniti è stato svolto un esperimento importantissimo:
80 persone erano affette da un'infiammazione al colon, patologia per la quale l'effetto placebo ha in passato dimostrato le sue potenzialità curative. a 40 persone non è stato dato nulla. alle rimanenti 40, invece, è stata somministrata una medicina fasulla. Fin qui tutto sentito e risentito, direte voi. La curiosità è che i pazienti lo sapevano perfettamente.
Sulle boccette dei farmaci, l'etichetta recava la scritta "PLACEBO", e ai pazienti veniva chiaramente riferito che le boccette contenevano una soluzione di acqua e sostanze solubili inefficaci al fine di curare i loro colon.
Ebbene, alla fine dell'esperimento, queste persone erano mediamente più sollevate e meno infiammate delle altre 40 non trattate. Questo perchè:
- l'effetto placebo agisce per numerose vie (non parlo del dio cristiano), tra cui anche le interazioni sociali
- l'effetto placebo non viene scatenato interamente dalla parte cosciente del cervello, e nemmeno dall'inconscio. La semplice assunzione di un liquido da un contenitore simile a quello di un farmaco, ha scatenato la versione ridotta di un condizionamento psico-somatico, provocando un miglioramento delle condizioni fisiche in persone che "sapevano di essere fregate"





E' stupefacente quanto non controlliamo proprio un cazzo, nemmeno di noi stessi.

La questione morale e tutto il polverone sollevato nei tempi scorsi, quindi, si esauriscono qui. Abbiamo sconfitto i moralisti senza dover dimostrare nulla, semplicemente aggirando il problema.

lunedì 3 gennaio 2011

Interazioni fondamentali - 2


Altresì importante è prendere coscienza del fatto che nulla è certo. Ogni evento infatti, analizzato dalla mente umana, è soggettivo e verificato soltanto per quanto riguarda lo spettro dei sensi umani, con i quali l'uomo si relaziona al mondo. Infatti, sebbene noi possiamo utilizzare telescopi, cannocchiali, occhiali a raggi X, amplificatori e quant'altro, l'informazione ultima passa dal nostro cervello, il quale mette in atto tutta una serie di processi incontrollabili e impercettibili che trasformano l'informazione stessa per noi. Di fatto siamo spettatori poco obiettivi del mondo.
Se percuotiamo un oggetto, questo inizia a vibrare. Se l'oggetto percosso è un righello di plastica, vibrerà per un periodo di tempo più o meno lungo. Se l'oggetto è invece un sasso, vibrerà per un periodo più breve. Se poi l'oggetto è un cubo di gelatina, potrebbe persino vibrare per un minuto. Tutto dipende dalla composizione chimica e dalla forma dell'oggetto. Tuttavia, qualunque corpo sottoposto a un colpo, vibra. Questa vibrazione viene trasmessa anche alle particelle che compongono l'aria intorno all'oggetto, le quali causano la propagazione della vibrazione, disperdendone poca alla volta. Se la vibrazione giunge ai nostri timpani con sufficiente intensità, gli stessi inviano un'informazione al nostro cervello: ho sentito un suono. Qualsiasi vibrazione infatti, è percepita dal nostro cervello come un suono.
Ma se pensiamo un attimo astrattamente, il suono non esiste. Lo fa esistere il nostro cervello. Esistono se vogliamo le vibrazioni, una componente del moto, ma il suono in sé è totalmente un artificio dell'essere umano. Fatto nostro questo concetto possiamo rapidamente capire quanto la nostra testa e la nostra abitudine abbiano di fatto alterato la realtà oggettiva. Pensiamoci bene: siamo davvero così sicuri che non esistano gli unicorni? Siamo davvero così certi del fatto che non esistano rinoceronti con cappellini rosa? No, non lo siamo. Se ci dichiariamo sicuri di qualcosa, inevitabilmente stiamo sottovalutando l'universo. Sempre. Ma se siamo costantemente ingannati dal nostro cervello, allora

cos'è reale?

Bella domanda!! Non avendo la certezza di nulla, e ammettendo la possibilità dell'esistenza di tutto, l'unico barlume di speranza che ci rimane è la probabilità. Proprio così, quando noi ci dichiariamo sicuri di qualcosa, di fatto stiamo applicando la statistica alla nostra esperienza e la stiamo proiettando nel futuro o in altre zone dello spazio. Un esempio: Se entrassi in una casa accogliente, invitato dal mio migliore amico, e quest'ultimo mi offrisse un posto a sedere, dubiterei forse del fatto che quella sedia sia rotta e non mi sorregga? Assolutamente no! E se non fosse la casa del mio amico? E se avessi avuto un trauma con una sedia da piccolo? E se conoscessi un particolare difetto di fabbrica di quel modello di sedia? Beh, dubiterei di più della sua stabilità, e magari tenterei pure di verificarla prima di sedermici sopra. Ecco che ho deciso a priori, senza essere mai stato in quella casa, se la sedia è probabilmente stabile o rotta, e ho fatto pure una stima dettagliata! Ma sebbene io non abbia mai avuto problemi con le sedie e mi fidi ciecamente del mio amico, quella sedia potrebbe rompersi sotto il mio culo e farmi cadere. E allora? Esistono gli unicorni? Prima di rispondere, spiegherò un altro concetto. Gli scienziati durante la storia, analizzando la realtà fisica, hanno scoperto che l'universo è fondamentalmente semplice. Per quanto le sue leggi possano essere per noi difficili da comprendere, esse sono poche. Infatti, ogni tanto sulla linea del tempo, uno scienziato è sbucato dal nulla con qualche legge che unificasse più concetti insieme, il tutto per dimostrare di quanto l'unverso sia elementare sebbene difficile da capire. Esempi? La relatività di Galileo, i lavori di Newton, di Maxwell, di Einstein. Ecco che quando siamo di fronte a un problema e non conosciamo la realtà, siamo portati naturalmente a scegliere di seguire l'opzione più semplice, a prendere posizione dalla parte di chi ci spiega un fenomeno articolando la spiegazione con meno variabili possibili. Questo principio, su cui si basa il metodo scientifico, è il Rasoio di Occam, dal nome di un tipo che visse in qualche epoca storica... Ma sinceramente della sua vita non mi importa poi tanto. Ecco che pur non vedendo da vicino le altre stelle, non ci immaginiamo che esse siano a forma di prisma, poiché sulla base del nostro sistema solare, siamo portati a pensare che qualunque corpo celeste assuma forme più o meno sferiche. Ma come, le abbiamo viste tutte? No! Infatti non siamo sicuri di tale affermazione. Ci stiamo soltanto affidando all'opzione più probabile, usando il rasoio di Occam. Infatti la forma sferica di un corpo celeste è data dalla sua rotazione su se stesso. Se il corpo avesse la forma di un prisma... beh, spiegarne il motivo sarebbe molto più complicato e probabilmente richiederebbe l'intervento di nuove leggi fisiche che non conosciamo. E quindi perchè immaginarlo, se la loro esistenza tonda è comunque spiegata dalle nostre conoscienze? Ecco, per rispondere alla domanda: io non sono sicuro del fatto che gli unicorni non esistano, ma siccome non vedo motivo per cui un cavallo dovrebbe trarre beneficio da un corno sul muso, mi affido alla probabilità maggiore, non esiste. Non ha senso pensare che esistano.
A questo punto facciamo un passo verso un ragionamento un po' più complicato che richiede un piccolo impegno maggiore:

Esiste Dio?

Beh, potrebbe esistere certo. Ma dove sta la ragione? Come abbiamo visto, da nessuna parte a prescindere. Analizziamo i due casi, l'esistenza e la non esistenza:
  • L'universo è eterno o ha inizio in circostanze che noi non conosciamo
  • L'universo è finito, ha inizio con Dio. Cos'è Dio? E' eterno o ha inizio in circostanze che non conosciamo.
In base a questi enunciati, non ci penso due volte: essere convinti che Dio esista è semplicemente frutto di una mente stupida o di una mente intelligente che ha fatto male i suoi calcoli. Giungo a questa conclusione in quanto pensare che esista il creatore sarebbe come aggiungere una variabile inutile al concetto dell'esistenza dell'universo. Questo discorso verrà ripreso da me più avanti in quanto non è completo. Infatti, se una persona vedesse Dio, in modo tale che l'ipotesi dell'allucinazione sarebbe irragionevole, ebbene Dio esisterebbe, e bisognerebbe di fatto cambiare le proprie idee sulla base di questo. Quello che arrivo a dire ora, dopo queste digressioni scientifiche, è che è mia abitudine applicare il metodo scientifico e il rasoio di Occam alla realtà. Io sto sempre dalla parte dell'ipotesi che mi sembra più ragionevole, eccezion fatta per le condizioni in cui sono ancora inibito dai preconcetti, condizioni sempre più rare e che andranno via via scomparendo. Automaticamente questi sani principi rendono irragionevoli fenomeni come la superstizione, la religione, la magia, il razzismo, l'amore eterno, l'esistenza dei sentimenti, degli spiriti nonché invasioni aliene imminenti sul nostro pianeta. Proprio questo sarà il primo argomento del prossimo file.

sabato 27 novembre 2010

però

i berserkir non sono solo in final fantasy.
Questi guerrieri nordici consacrati ad Odino erano in grado, prima delle battaglie, di entrare in uno stato di trance e furia distruttrice, che li portava ad essere quasi insensibili al dolore fisico, nonché di sfruttare pienamente la potenza dei loro muscoli.
Alteravano sensibilmente la loro percezione, il loro pensiero, il funzionamento del loro sistema nervoso, la loro potenza fisica, per un meccanismo che non comportava l'assunzione di sostanze particolari. Ci arrivavano con la loro testa.
A volte capita anche a me di provare effetti fisiologici su di me anche solamente con dei pensieri. Molto spesso mi accade con la musica. Quando ascolto determinate canzoni (a volte) perdo buona parte della mia ragione, entro in uno stato di esaltazione, mi gira la testa, canto urlando e vengo frustato ogni secondo dai brividi.
Questi aneddoti mi servono per constatare che siamo assolutamente schiavi del nostro cervello. Esso può farci credere qualsiasi cosa, davvero qualsiasi cosa. Il dolore, l'udito, la vista, l'equilibrio... Sono informazioni filtrate da qualcosa che non controlliamo.
Qualsiasi e dico qualsiasi informazione che riceviamo dal mondo si adatta alla nostra percezione della realtà, e ci descrive il mondo come noi lo conosciamo, o pensiamo di conoscerlo. La luce, il suono, lo spazio, il tempo, il ruvido, il trasparente, il bagnato. Pensate singolarmente a ognuno di questi concetti. E' sorprendente come noi non li sappiamo realmente spiegare, o perlomeno ne abbiamo una percezione distorta. Chissà se tu che leggi stai pensando al perché percepisci distintamente le lettere del mio blog o a che cosa siano le lettere stesse.
Qualsiasi verità assoluta è attesa al varco dall'intrinseca stupidità dell'essere umano, e non c'è modo per aggirare questo limite proprio di noi.

PERO' siamo osservatori. L'universo sarebbe fisicamente e chimicamente autosufficiente, anche se non ci fossi tu a sperimentarlo, immerso in esso. Quello che tu chiami il tuo corpo, la materia di cui ti servi, funzionerebbe in tua assenza come funziona ora. E allora cosa sei tu? Perché sei qui? chi ti ha venduto il biglietto per lo spettacolo dell'universo?
Non è una domanda religiosa o mistica!
Anche i tuoi sentimenti, le tue emozioni, i tuoi gusti, sarebbero interpretabili come impulsi nervosi. Ma escludiamo il tatto, escludiamo l'udito, escludiamo il senso dell'equilibrio, della fame e della sete, escludiamo l'olfatto, escludiamo la vista. Che metodi abbiamo ora per interagire con l'universo? Praticamente nessuno. Abbiamo solo i nostri pensieri. Ecco escludiamo anche quelle volgarissime reazioni, per giungere al dunque:

Sebbene qualsiasi cosa possa essere un'illusione, niente potrà mai smentire il fatto che IO esisto

E allora cos'è questo valore aggiunto, che non sarebbe scientificamente necessario a reggere il mondo? Forse l'anima? un'entità che si serve dei pensieri per ancorarsi alla realtà, poiché senza sarebbe incapace di qualsiasi interazione. Cogito ergo sum... Ecco. Ma probabilmente Cartesio non aveva capito l'importanza della sua affermazione.

Cosa siamo? Cosa sono? sono l'unico a essere? Siete tutti quanti proiezioni fasulle del mio cervello? Sono solo?

Forse
Grazie Morgan.. cosa significa? Nulla.

Però...

mercoledì 1 settembre 2010

Pensieri dall'esilio

1
Non ho mai apprezzato il freddo. Stasera si. Non intendo dire che mi è piaciuta la brezza, non mi sono sentito fresco. Ho sentito freddo. Qualsiasi percezione quotidiana può essere trasformata in esperienza. Ho sofferto il freddo e mi piaceva. Prendo una sensazione negativa e la trasformo in una sensazione positiva. Faccio mio il freddo e lo apprezzo sottoforma di brividi. Faccio mio il dolore e lo apprezzo sottoforma di calore. Due sensazioni diametralmente opposte come il caldo e il freddo possono portare alla stessa esperienza rivelatoria. Sono un essere umano e sento diverse cose. Il piacere fisico di un orgasmo, un cibo che mi piace, una musica che mi fa viaggiare. Sono sensazioni facilmente trasportabili a bene. Un taglio su un dito o una canzone monotona sono difficili da apprezzare, ma non impossibili. Attraverso l'introspezione critica non solo posso cambiare una mia opinione, ma posso cambiare il modo in cui classifico ciò che acquisisco tramite i canali percettivi del mio organismo. Tramite un processo totalmente naturale come il ragionamento io riesco a eludere un processo altrettanto naturale quale l'autodifesa del mio corpo. Sorprendente, sono conscio delle mie sensazioni. Ho appena autoripetuto il brivido di freddo che ho provato prima all'aperto, mentre ora sono al caldo, indosso una felpa e sono comodamente seduto davanti al pc. Disarmante anche soltanto il concetto del controllo di una popolazione. Non è assolutamente possibile controllare il volere della gente in modo efficace quando il controllo di sé è inevitabilmente incompleto. Sono ignorante in materia di buddismo, tuttavia posso lontanamente immaginare cosa significhi nirvana. Io credo che sia raggiungibile in due diversi modi: l'esternazione e la comprensione. Il confortably numb è un chiarissimo esempio di pace dei sensi. Il rifiuto più totale di un sistema di cose comprende anche il rifiuto della materialità che le compone. Io non voglio più sentire parlare di stato, di soldi, di amicizia, di tradimenti, non voglio più sentire emozioni. Ecco qual è il significato del muro di Roger Waters. Questo sistema porta alla pace interiore e credo che si tratti dello stesso sistema utilizzato dai monaci shaolin nel tibet. Utilizzano un rifiuto imposto loro in tenera età per arrivare alla pace senza comprendere il mondo. Per quanto riguarda la seconda via invece, parliamo di una cosa assolutamente utopica e che richiede più di 100 anni di meditazione. Si tratta di inabissarsi nel mondo quotidiano, studiarlo in ogni sua sfaccettatura e amplificare così ogni emozione in maniera esponenziale. Sono in uno stadio simile, sto salendo un gradino verso il nirvana, sempre che così si chiami. Come ricorda Morgan, vi sono 3 livelli di comprensione per ogni evento. Il primo è l'assorbimento spontaneo delle informazioni che lo riguardano, che porta all'apprezzamento superficiale di un'emozione: un omosessuale è contronatura. Il secondo livello è la scoperta, una rivelazione sull'evento stesso che apre gli occhi dell'osservatore: un omosessuale è contronatura, e per questo va aiutato tramite una cura psichiatrica che miri alla normalizzazione dei suoi schemi. Il secondo livello è la comprensione vera, l'accoglimento volontario di un concetto che diventa a tutti gli effetti parte di se: un omosessuale non è sbagliato perchè il concetto di sbagliato è inventato dagli uomini e dalla società. Nel caso specifico l'ultimo livello di comprensione ha come conseguenza diretta la comunione più totale tra esseri umani con caratteristiche diverse e contrastanti. LA PACE. Questo secondo metodo per raggiungere il nirvana è quello che preferisco. Poiché non impone di voltare la testa dall'altra parte, ma di guardare in faccia con coscienza l'uomo che ti sta tirando un pugno in faccia. Fai tuo il pugno, senti il dolore e non piangere, perchè il dolore ti rende vivo. Trasformalo. Il dolore è parte di te. Un pugno in faccia può essere un pretesto per crescere veramente. Non ho mai trovato prima d'ora le parole per descrivere questo concetto. Ora si, cazzo
2
Another brick in the wall. Una canzone spettacolare, racchiusa in poca difficoltà di esecuzione. Ho portato questo esempio per autoconvincermi del fatto che non ci sia bisogno di essere steve vai per comporre una canzone. Il mio muro è l'autocritica, e invece dovrebbe essere il mio trampolino. Escono accordi dissonanti in posizione aperta. Arpeggi carini in tempi dispari, ma nessuna parola. Ogni volta che mi esce qualcosa la blocco perchè mi sembra troppo banale. Devo trovare una combinazione di parole e significato. Come facevano i bluvertigo a trovare così tanti spunti? I temi di un nichilista non possono essere denunce sociali o amore.. sarebbe risalire a livello di normalissimi esseri umani. La canzone perfetta di un nichilista è il silenzio. È per questo che non riesco a proseguire oltre la strumentalità
3
- Non ci sto - disse l'uomo libero e fu ucciso.
- Obbedisco - disse l'uomo saggio e morì due giorni dopo