mercoledì 27 aprile 2011

Quando i grandi numeri superano le poker faces...

Ieri sera mi sono trovato a discutere di una cosa interessante. Stavo giocando a poker con degli amici e mi è capitato di vincere una mano, pur avendo due carte pessime (si giocava alla variante hold'em).

Tra i giocatori di poker abituali vi è la tendenza a perdere le staffe quando un avversario vince il tavolo con in mano delle carte estremamente basse e improbabili, giocando in modo per così dire "passivo".

Diciamocelo, non sono per niente un bravo giocatore. Infatti è difficile capire quello che faccio, nel senso che molte volte gioco contro i miei stessi interessi pensando di seguirli. Ogni tanto, giocando contro la legge dei grandi numeri, ho un colpo di fortuna e vinco un botto di roba, sebbene capiti più spesso che io venga eliminato dal tavolo. Ora, ieri avevo in mano due carte pessime e ho comunque seguito un mio amico fino al momento della scoperta delle carte, quando ho vinto. Lui ha fatto una smorfia di disapprovazione e ci siamo messi a filosofeggiare.

D: dai Teo, non puoi venirmi a vedere con J e 4!
T: ma se ho fatto full?
D: si ma non lo sapevi fino all'ultima carta, dai, ti è andata di culo!
T: ho rischiato di fatti
D: si ma non si gioca così, dai...
T: come no? ho infranto le regole?
D: ma non è quello, è che se hai delle carte forti e ti battono con le banane ti girano le balle!
T: e incazzati allora, io sto seguendo le regole del poker!
D: si ma se giochi a caso il gioco del poker fa schifo!

Ok, ho fatto un errore di valutazione. Il fatto è, però, che quell'errore di valutazione ha svantaggiato solamente me. Nel poker infatti ci sono due componenti, entrambe fondamentali: la fortuna delle carte e la strategia.
Si sa, nei giochi in cui la strategia è quasi tutto, un piccolo scarto tra te e il tuo avversario può significare la vittoria o la sconfitta. Nei giochi in cui conta soltanto la fortuna, la partita è sempre aperta, a volte anche fino all'ultimo secondo. Nel poker, le due variabili si intrecciano in un gioco complesso di probabilità, recitazione e intuizione.

Ora, la mia scelta di scommettere fiches su carte schifose, era una decisione che non teneva conto della strategia, o quantomento non significativamente. In compenso, sono andato contro le mie probabilità di vittoria, abbassandole drasticamente.
Ma non ho toccato il mio avversario. Ho rischiato di più? Ho vinto di più.

La conclusione è che ove un gioco abbia delle regole, tali regole si possano seguire senza problemi morali di sorta, che includano la fortuna o la strategia.
Lo scenario preso in esame è la dimostrazione del fatto che la fortuna, nel gioco del poker, ha una sensibile voce in capitolo. Fatevene una ragione e giocate rilassati :)


mercoledì 20 aprile 2011

Una piccola finestra sul mondo - 2

Ecco un altro post per condividere ciò che ultimamente ho reputato interessante 

- nothing is true: non so perchè si chiami così. In ogni caso, è una sorta di divertentissimo (e assuefacente) pad virtuale, un reticolo di bottoni, ognuno rappresentante una nota a frequenza differente, organizzati e ordinati nel tempo (a loop) e nell'altezza. Provare per capire meglio, ma non apritelo in ufficio se non volete rischiare un pomeriggio improduttivo con la bava alla bocca :).
Per gli esperti, si tratta chiaramente di note ordinate in scale pentatoniche di RE maggiore. Divertitevi, in sostanza, sapendo che non potrete mai stonare.

- BoxCar2D è un simulatore di evoluzione meccanica. come funziona la legge del più forte? secondo Darwin (e anche secondo me) la cosiddetta varianza casuale garantisce la diversità tra le specie, mentre dove i deboli periscono, i forti sopravvivono e trasmettono i loro caratteri al futuro. Alcuni scienziati hanno applicato questo modello a dei veicoli e hanno fornito loro punti in base alla loro velocità e alla strada fatta su un percorso sempre più accidentato. guardate qui, vi garantisco che è interessante. lasciatelo pure lavorare di notte. vi troverete con dei bolidi, frutto di un algoritmo genetico. Impressionante.

- E' uscito il nuovo Zeitgeist. Per chi non conoscesse la trilogia, si tratta di film gratuiti di divulgazione, documentari a parer mio rivelatori sulla situazione mondiale oggigiorno. Mentre i primi due non mi sono troppo piaciuti per la vena complottistica, il terzo, Moving Forward, lo consiglio a tutti gli esseri umani, di qualsiasi allineamento politico/morale/religioso. Buona visione.

- Give me a Leone: uno dei blog che seguo. E' l'ultimo arrivato e mi sento di sponsorizzarlo, recensisce film in modo decisamente competente. Conosco anche il redattore, mica pizza e fichi.

- Future Timeline: anche questo è un blog che seguo spesso. In questa puntata, gli autori del fumetto utilizzano google per predire il futuro in maniera più o meno scherzosa. Come fanno? digitano frasi modello tipo "cosa succederà nell'anno 2xxx?" e guardano cosa dicono i titoli che il motore di ricerca sputa loro fuori. Fanno un bel grafico e... Ecco cosa succede nei prossimi 90 anni circa. Geniale!

- MNet: mi sembra giusto e corretto spammare un po' di pubblicità per l'azienda dove lavoro. Siamo nel campo della telefonia over IP (VoIP). provare non costa nulla, fare un account nemmeno. Se poi avete un iPhone... Beh, fateci un giro.

- Lavori Creativi: un sito a cui devo molto per il reperimento di personale per il cast del mio corto. Qualsiasi progetto, opera, idea che abbia a che fare con l'arte in ogni sua sfaccettatura, trova qui lo spazio per il proprio annuncio. Straconsigliato!

venerdì 15 aprile 2011

1984

Sono sicuro che con le parole scritte non riuscirò a trasmettervi la paura che mi è venuta addosso.
Amici, questo posto sta diventando pericoloso. PERICOLOSO. Ci stanno fottendo piano piano, con cazzi di gomma sempre più grossi.
La Gelminni vuole togliere la storia dell'arte dalle scuole. Sapete cosa significa questo vero? Perchè c'è una parola sola per definirlo ed inizia con la F.
E vi prego ascoltatemi, non sto delirando. E' pericoloso. In giro per internet ci sono critiche di sinistra alla riforma scolastica, riferite al fatto che in italia c'è un patrimonio artistico e culturale gigante e che non possiamo non studiare storia dell'arte. Puttanate. Non è questo l'importante.
Il fatto è che l'arte è l'espressione in forma libera, è la comunicazione più diretta e sublime tra le persone. Non so se vi immaginate le potenzialità infinite delll'arte. L'arte è, unita all'amore, l'arma più potente che un popolo possiede. Non sono i vaneggiamenti di un romantico ubriaco questi, questo è il mio ultimo grido disperato.
Li stiamo lasciando fare quello che vogliono, e state certi, certi, CERTI, che quando non avremo più l'arte e ci sarà soltanto paura per le strade, basterà uno schiocco di dita e ci troveremo tutti quanti con le spalle al muro e un cappuccio in testa.
Sempre che non me ne sarò già andato via.

E se tu che leggi mi stai dando del pazzo, dell'artista, dell'alternativo, dello spensierato fra le nuvole. Beh, sono più sveglio di te.

Spegnete la televisione e accendete il cervello

Le Regole Del Gioco

Mia nonna era una persona meravigliosa. Mi insegnò a giocare a Monopoli. Aveva capito che la cosa più importante era accumulare. Accumulava tutto quello che poteva e alla fine diventava la Signora del gioco. E poi mi diceva sempre la stessa cosa, mi guardava e diceva:  “Un giorno imparerai a giocare”.
Un’estate giocai a Monopoli quasi tutti i giorni per tutto il giorno. E quell’estate imparai a giocare. Compresi che l’unico modo di vincere è dedicarsi esclusivamente  all’acquisizione. Compresi che soldi e possedimenti sono il modo per fare i punti. Per la fine di quell’estate, ero diventato più spietato di mia nonna. Ero pronto a piegare le regole pur di vincere. Quell’autunno mi sedetti a giocare con lei. Mi presi tutto ciò che aveva. La guardai cedere il suo ultimo dollaro e lasciare il gioco, completamente sconfitta.

Ma lei aveva un’altra cosa da insegnarmi. Mi disse: “Ora torna tutto nella scatola. Tutte quelle case ed hotel. Tutte le strade e le società dei servizi. Tutte quelle proprietà e quel magnifico denaro. Ora tutto torna nella scatola”.
“Niente di tutto ciò era realmente tuo. Per un po’ ti sei scaldato per questo, ma era qui molto tempo prima che tu ti sedessi al tavolo e sarà qui dopo che tu te ne sarai andato”. “Giocatori vengono. Giocatori vanno”. “Case e automobili. Titoli e vestiti. Persino il tuo corpo”.

Il fatto è che tutto ciò che agguanto, consumo e accumulo, tornerà nella scatola, perderò tutto. Quindi ti devi domandare: una volta che ottieni finalmente l’ultima promozione, una volta fatto l’ultimo acquisto, comprata la casa migliore, raggiunta la sicurezza finanziaria e scalata la vetta del successo fino al massimo che puoi raggiungere… E lì l’ebbrezza scompare (e scomparirà…)… cosa, allora? Quanto a lungo dovrai percorrere quella strada prima di scorgere dove porta? Sicuramente comprendi che non sarà mai abbastanza. Quindi devi porti la domanda:

“Cos’è che importa davvero?”

(Peter Joseph, ZEITGEIST III - Moving Forward)

martedì 1 febbraio 2011

Interazioni fondamentali - 6

E' la volta di affrontare il discorso della casualità.
Si parte però dal principio di causa-effetto. Esso spiega in modo efficace che per ogni evento vi è una causa che ha determinato il suo scatenamento. E' elementare, ma porterò comunque qualche esempio: se scaldo una pentola piena d'acqua con del fuoco, prima o poi arriverà all'ebollizione, se non la scaldo non lo farà; se un sasso si muove nell'aria, significa che qualcuno l'ha messo in moto (una persona, un'esplosione), sicuramente non si è messo in moto da solo; se un bimbo corre si è messo in moto da solo, ma perché? Esiste un motivo anche per quello.
Ora, ad ogni causa, possono seguire più effetti. Si pensi all'esplosione di una bomba, che scaglia in aria migliaia di frammenti o schegge. Un effetto, inoltre, può essere determinato dalla somma di più cause. Si pensi ai motivi per cui una persona media non ne uccide un'altra, essi sono molti, ma l'effetto risultante è uno solo.
La cosa più importante da dire però, è che nessuna causa possiede due effetti contrastanti tra di loro. Mi spiego meglio. Il lancio di una moneta non è casuale, poiché un solo lancio non può fare uscire sia testa che croce. Esse infatti sono due facce che non possono essere entrambe rivolte verso l'alto.
C'è qualcosa che sfugge, direbbe forse il lettore. La gente è abituata a considerare il lancio di una moneta come un qualcosa di perfettamente casuale. Ma vi sono tante cause in gioco che determinano un effetto: la pressione dell'aria in quel dato istante e in quel dato luogo fanno il loro lavoro. Inoltre anche la distanza spaziale e temporale tra il lancio della moneta e il momento in cui tocca il suolo sono variabili importanti. Può rendere l'idea dire che se alla fine del lancio avrò croce, beh, ci sono una serie di motivi che hanno portato inevitabilmente la moneta a dare quel risultato. Motivi fisici e in quanto tali descrivibili. Un altro modo per descrivere il fenomeno è dire che se io sapessi controllare alla perfezione ogni muscolo del mio corpo, conoscessi la pressione e la concentrazione dell'aria intorno a me, e avessi un calcolatore molto preciso, conoscerei N modi possibili, ognuno con una propria forza impressa alla moneta e direzione di lancio, per far sì che esca croce, senza possibilità di errori. E' così. Tuttavia, la difficoltà di riprodurre una situazione simile ci fanno apparire il lancio di una moneta come un gesto che da un risultato casuale.
Errore, ma così facendo si da una descrizione dell'evento sufficientemente approssimata, in modo tale che possa essere usata in calcoli statistici. Definiamo sempre casuale qualcosa che ha troppe variabili da calcolare.
Un dado non ha nulla di diverso. Solo più facce. Calcolando a priori il numero risultante di un dado a 6 facce, bisogna dare più rilevanza al rotolamento del dado stesso dopo che questo ha toccato una superficie qualsiasi. Puttanate per la dinamica.

Ecco che ci avviciniamo al grande passo che il lettore compierà: il sistema nervoso di un essere umano è l'insieme delle cellule nervose, del midollo osseo e del cervello. E' un sistema atto a trasportare informazioni tramite segnali elettrici. Elettroni ed elettroni si spostano lungo i neuroni dal cervello al cuore, per impartirgli l'ordine del battito. Gli stessi segnali elettrici ci permettono di coordinare le gambe per correre o camminare. Gli occhi inviano impulsi elettrici al cervello per mappare ciò che hanno recepito dal mondo, e fiumi di elettroni lasciano la lingua per riferire al cervello che un cibo è salato o dolce.
Il cervello ha anche dei meccanismi per i quali gli impulsi elettrici viaggiano internamente ad esso, collegando più parti dello stesso organo per generare i pensieri, a noi molto cari. Ci è estremamente facile affermare con sicurezza che la nostra vita è gestita dalle nostre scelte, ed è effettivamente così.
Prendiamo in esame una scelta relativamente semplice da descrivere: cosa cucino stasera? Carne o pastasciutta? Cucino carne, perché è una settimana che non la mangio, sono un po' anemico, ci vuole poco per preparare una bistecca, la padella è già pronta sui fornelli. Oppure un piatto di pasta, perché mi piace di più, posso sbizzarrirmi di più con i condimenti e ne ho un pacco già aperto.
Su cosa ricadrà la mia scelta? Dentro il mio cervello avvengono tante cose, e viene allestita una bilancia a due piatti, pasta e carne. Su ognuno dei piatti vengono posate le forze in gioco, e la pendenza risultante determinerà la mia scelta. L'esempio è molto riduttivo, poiché entrano in gioco altre forze, molte altre forze, quali ad esempio un trauma subito in passato o addirittura l'interferenza di onde elettromagnetiche con i neuroni del nostro corpo, ma per lo stesso motivo per cui una moneta non da un risultato casuale, posso affermare che nemmeno la mia scelta lo è. La nostra testa è gestita dalla fisica, e le leggi fisiche non cambiano da un cubo di plastica numerato a una rete neurale. Ogni volta che prendiamo una decisione, lo facciamo nel rispetto di questo principio; per un motivo o per l'altro, la bilancia non pende mai nella direzione opposta alla scelta presa, mai. L'esempio qui portato si può chiaramente estendere anche alle scelte più complesse, quali la facoltà universitaria da frequentare, quale paese visitare per l'estate, le parole da utilizzare in un sms.

Esistono scelte ancora più elementari del piatto da cucinare per cena; un esempio concreto è il gioco in cui una persona nasconde un oggetto in una mano e chiude entrambe le mani a pugno, chiedendo a un altra persona di indovinare dove si trova l'oggetto. Qui ci troviamo in una condizione a cui la stragrande maggioranza della gente attribuirebbe la casualità più pura... Ma si! Ma quali condizionamenti posso avere in una scelta del genere? Così, a caso, dico destra!
E invece anche qui la nostra libertà di scegliere è solo una proprietà descrittiva approssimativa. In una scelta così poco ragionata, il rumore di fondo delle onde elettromagnetiche intorno a noi altera significativamente l'esito della scelta. Inoltre, esiste in ogni persona una preferenza intrinseca tra destra e sinistra.. Potrei ironicamente dire che entrerebbero in gioco addirittura dei fattori di ideologia politica.

E quindi? Cosa scelgo liberamente?

La risposta è: nulla. Nulla viene scelto liberamente perché la libertà stessa non esiste. Pensateci bene. Esiste veramente un concetto del genere in natura? E' realmente un fattore che influenza il moto dei pianeti o la termodinamica delle particelle? No, è un concetto illusorio applicato per descrivere qualcosa di troppo complesso, esattamente come la casualità. La libertà, in ultima analisi, è il nome che diamo alla nostra facoltà di cambiare il mondo che ci circonda.

Quindi, dal momento che nasco, la mia vita è il susseguirsi di eventi inevitabili?

La risposta è si. Certo che si. Non è finita qui. Se avessimo a disposizione un calcolatore così potente da fotografare precisamente lo stato di tutto l'universo, potremmo delineare con certezza le scelte che io compirò nei prossimi dieci anni, dalle più semplici alle più complesse.
All'inizio del discorso avevo detto che la nostra vita è interamente determinata dalle nostre azioni e dalle nostre scelte. Certo che sì, non mi rimangio le mie stesse parole. Ma queste scelte non sono né casuali, né determinate dal libero arbitrio.

Semplicemente Causa effetto.

However, somewhere, in very small places...

martedì 11 gennaio 2011

Una piccola finestra sul mondo

Una serie di posti da visitare nel web, che io ritengo molto interessanti:

- Vi chiedete come si formi un sistema stellare? Ma perchè studiare GMm/r^2 in modo astratto quando si può assistere al procedimento di aggregazione di una nebulosa planetaria? Su Nowykurier si può, come suggeritomi da un amico.

- Ma quanto è grande l'universo? siamo grandi rispetto a un atomo, ma piccoli rispetto ad un ammasso di galassie, la natura ci permette di esplorare spazi infinitamente piccoli e infinitamente grandi. Ecco come averne un'idea.

- Qui di seguito due punti di vista diversi, questo e questo, per assistere virtualmente alla formazione di una galassia, nel rispetto delle leggi scientifiche che conosciamo oggi.

- Celestia, un software gratuito, è un planetario che tiene memoria della posizione dei corpi celesti nella nostra galassia, e delle altre galassie rispetto alla nostra. Concretizza tutte queste informazioni in una mappa stellare in cui muoversi a velocità superluminali, per poter osservare moti dei pianeti, costellazioni, sistemi binari, nebulose e un sacco di altra roba. Assolutamente da vedere!

- Ho trovato CoBliS, un color-blindness simulator, che ci mette davanti a un mondo nuovo, quello dei daltonici. Possiamo infatti, direttamente online, scegliere di vedere un'immagine, che possiamo caricare dal nostro pc, con gli occhi di diversi tipi di persone affette da questa malattia, filtrando determinate lunghezze d'onda.

- Una mappa del sistema solare in tempo reale. Carina, per sapere se quello che vediamo in cielo è GioveVenere, ma non rispetta nessuna proporzione, e l'interfaccia lascia un po' a desiderare.. o

- Un sito che ci riproduce il suono dell'elettrocardiogramma e ci mostra il famoso grafico. Possiamo impersonare brachicardia, aritmia, tachicardia, la morte con ECG piatto, agonia (?) e tante altre situazioni differenti. davvero bello.

- Come sappiamo pi greco è la costante di proporzionalità tra la circonferenza e il diametro di un dato cerchio. Ora, siccome queste due lunghezze sono incommensurabili per natura, pi greco ha infinite cifre dopo la virgola. Utilizzando un computer della madonna, sono state trovate le prime 2.000.000.000 cifre di tale costante e sono state salvate in un database. Su questo sito potete cercare un numero qualsiasi contenuto in pi greco, che sia il vostro numero di telefono o la vostra data di nascita :)

venerdì 7 gennaio 2011

però - 2

Ancorandomi al tema delle percezioni, faccio riferimento al famoso effetto placebo. Tale fenomeno consiste, in soldoni, nell'ingannare un paziente fornendogli un medicinale fittizio e innoquo, per provocare una sorta di semi-guarigione psico-somatica nell'organismo del paziente. Altri effetti, poi, come il rapporto con il medico ed il tipo di malore, possono incrementare o diminuire l'effetto finale della terapia (fino addirittura ad indurre un effetto contrario di nocebo)

il rapporto col paziente è determinante
Chi non ha mai visto Space Jam? il film in cui Michael Jordan viene catapultato nel mondo dei cartoni animati della Warner Bros, quello in cui viene combattuta (proprio combattuta) una partita di basket contro gli schiavisti alieni venuti da Marte.
Ebbene, vi ricorderete che alla fine del primo tempo Duffy Duck e i suoi stavano perdendo di qualche decina di punti. Il morale era estremamente basso negli spogliatoi, quand'ecco che Bugs Bunny fornisce alla squadra una bevanda "miracolosa", presa direttamente dal lavandino del bagno. Dice a tutta la squadra che grazie a quel composto particolare tutti quanti diventeranno invincibili. L'effetto placebo è così forte che risolleva il morale della squadra, portando Gatto Silvestro e gli altri alla vittoria sui marziani. In questo caso non si tratta di curare una malattia, bensì di creare addirittura un surplus.


I famosi guerrieri Berserkir, subivano un placebo spirituale, poichè entravano in stati di trance isterica e compulsiva senza assumere nulla di tangibile. Si facevano di rabbia, si drogavano di gloria e di redenzione come fossero sostanze dopanti. Incontro al loro nemico senza armatura, non sentivano il dolore. Morfina autoprodotta.

L'effetto placebo funziona molto bene --> come diceva Freud, non siamo padroni a casa nostra.

Ma questo è appurato. Ho iniziato a scrivere con l'intenzione di parlare dell'implicazione morale del trattamento medico in questione. Nello specifico, mentiresti a un tuo amico per il suo bene? Certo, il tuo paziente non è tuo amico, ma sei tenuto in quanto medico sotto il giuramento di Ippocrate, votato al bene e alla guarigione del prossimo, a trattarlo come tale.
In quanto alla menzogna, si. La terapia placebo è una menzogna, una frottola. omettere la verità o sottintendere tutt'altro è moralmente come raccontare una bugia, a tutti gli effetti.

Oggi, molte branche della medicina si affidano all'effetto placebo per velocizzare la guarigione di un paziente, nonchè per diminuire i quantitativi di medicinali somministrati (c'è anche un vantaggio economico). Infatti, alcuni esperimenti hanno dimostrato come le quantità di cortisone necessarie alla scomparsa di determinati sintomi, si possano addirittura dimezzare tramite uno sfruttamento di tale effetto a 360°, impiegando anche colonne sonore rilassanti e personale medico amichevole.

Ma quanto è morale?

Per la mia personale visione del mondo e della società di persone, una bugia non è meno lecita persino della verità stessa, poichè una volta scardinati i concetti dogmatici e culturali di giusto e sbagliato, tutte le azioni umane sono moralmente allo stesso livello. Un medico giura di curare un paziente e tramite l'inganno in buona fede egli può farlo al meglio. Il paradosso sorge quando si realizza che, dopo aver eluso la morale per rendere lecita la menzogna, il mantenimento del giuramento di Ippocrate richiederebbe anch'esso un fondamento morale. Andiamo a smontare le fondamenta della filosofia medica? Ma no! il giuramento di Ippocrate non impone in nessun punto la sincerità verso un paziente. L'unico elemento del giuramento relativo all'asse menzogna-verità si riferisce al mantenimento del segreto professionale verso terzi. Considerato quindi, che l'imperativo primo per un medico è il conseguimento del suo mestiere nel rispetto di ciò che ha giurato, l'etica collettiva non lo tange minimamente, a meno che non lo faccia per questioni che non devono riguardare l'espletamento delle sue funzioni come dottore. Punto.

Un discorso interessante si potrebbe aprire invece sul fatto che nessuno vuole essere coscientemente tenuto all'oscuro di ciò che sta avvenendo nel proprio organismo. In un sistema perfetto quindi, bisognerebbe porre una domanda specifica a ogni individuo raggiungente la maggiore età:

"Nel caso in futuro ti ammalassi di un malore curabile parzialmente o totalmente ingannando la tua coscienza sullo stato reale del tuo corpo, vorresti comunque sapere la verità?"

Nel mio disprezzo delle verità assunte a priori, non metto in dubbio in nessun caso l'efficacia di questa terapia, che reputo potentissima, e non provo nessun rancore verso i "buoni mentitori". In fin dei conti, data la nostra intrinseca impossibilità nel misurare la natura fedelmente, il confine tra verità e menzogna si assottiglia parecchio fino a sparire, perlomento teoricamente.

Ma non finisce qui! C'è una svolta nel mondo della medicina! Infatti nell'aprile del 2010, negli Stati Uniti è stato svolto un esperimento importantissimo:
80 persone erano affette da un'infiammazione al colon, patologia per la quale l'effetto placebo ha in passato dimostrato le sue potenzialità curative. a 40 persone non è stato dato nulla. alle rimanenti 40, invece, è stata somministrata una medicina fasulla. Fin qui tutto sentito e risentito, direte voi. La curiosità è che i pazienti lo sapevano perfettamente.
Sulle boccette dei farmaci, l'etichetta recava la scritta "PLACEBO", e ai pazienti veniva chiaramente riferito che le boccette contenevano una soluzione di acqua e sostanze solubili inefficaci al fine di curare i loro colon.
Ebbene, alla fine dell'esperimento, queste persone erano mediamente più sollevate e meno infiammate delle altre 40 non trattate. Questo perchè:
- l'effetto placebo agisce per numerose vie (non parlo del dio cristiano), tra cui anche le interazioni sociali
- l'effetto placebo non viene scatenato interamente dalla parte cosciente del cervello, e nemmeno dall'inconscio. La semplice assunzione di un liquido da un contenitore simile a quello di un farmaco, ha scatenato la versione ridotta di un condizionamento psico-somatico, provocando un miglioramento delle condizioni fisiche in persone che "sapevano di essere fregate"





E' stupefacente quanto non controlliamo proprio un cazzo, nemmeno di noi stessi.

La questione morale e tutto il polverone sollevato nei tempi scorsi, quindi, si esauriscono qui. Abbiamo sconfitto i moralisti senza dover dimostrare nulla, semplicemente aggirando il problema.